CERTIFICAZIONI

MARCATURA CE

La marcatura CE, in vigore dal 1993, indica la conformità a tutti gli obblighi che incombono sui fabbricanti (od importatori) in merito ai loro prodotti (od a quelli immessi sul mercato sotto la propria responsabilità) in virtù delle Direttive Comunitarie, consentendo la libera commercializzazione dei prodotti marcati entro il mercato europeo. Apponendo il marchio CE su un prodotto, il produttore dichiara di rispettare tutti i requisiti previsti per ottenere il marchio stesso, assumendosi la responsabilità della sua commercializzazione entro lo spazio economico europeo (Paesi dell’area SEE, composta dai 26 Paesi membri della UE, e Paesi dell’area EFTA, ovvero Islanda, Norvegia, Liechtenstein). La marcatura CE è prevista anche per beni prodotti in Paesi terzi, poi commercializzati nell’area SEE e Turchia. La marcatura CE non implica che un bene sia stato prodotto entro l’area SEE, bensì che ne è stata verificata la conformità alle normative europee previste (ad esempio, le norme armonizzate relative alla sicurezza) prima della sua commercializzazione. Inoltre la marcatura segnala che il produttore ha verificato la conformità del bene a tutti i requisiti fondamentali previsti dalle direttive inerenti e relative a sicurezza, igiene e rispetto dell´ambiente. Qualora le direttive lo prevedano, la conformità di un prodotto può, inoltre, essere valutata da un ente terzo certificato. La marcatura CE non è obbligatoria per tutti i prodotti: le direttive europee la impongono solo per determinate categorie. Queste comprendono sia prodotti per uso strettamente professionale (ad esempio dispositivi medici, ascensori, macchinari e strumenti di pesatura), sia di largo consumo (come giocattoli, computer, telefoni cellulari e lampadine).


SCHEMA IEC CB - IEC Certification

Lo schema IEC CB è il sistema di certificazione di gran lunga più adottato per i prodotti a livello internazionale, ed è quanto di più vicino ci sia alla certificazione mondiale. Ne sono membri oltre 60 Paesi, ma è accettato anche al di fuori di tali Paesi. Lo schema CB facilita l'accettazione di rapporti di prove nel momento in cui si richiede la certificazione di sicurezza nazionale di prodotti elettrici nei diversi Paesi membri IECEE. Inoltre, oggi è ampiamente utilizzato tra le aziende nei commerci internazionali per attestare la conformità alla sicurezza di base dei propri prodotti elettrici ed elettronici. Il certificato CB viene oggi universalmente riconosciuto, anche al di fuori dei Paesi membri, e diventa anche il documento principe per dimostrare la sicurezza del prodotto nei commerci internazionali, nelle transazioni interaziendali di apparecchiature elettriche ed elettroniche.


TiFQ - D.M. 25/2012

Il giorno 23 Marzo 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale n. 25/2012 del Ministero della Salute “Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano”, che abroga il D.M. 443/90 “Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili”. Con la pubblicazione del DM 25, molte sono le cose destinate a cambiare nell’universo del trattamento dell’acqua destinata al consumo umano, e le conseguenze di questo cambiamento interesseranno i produttori, i distributori, gli installatori, i manutentori e anche i consumatori, ossia gli utenti finali. Il Decreto Ministeriale n. 25/2012 si inserisce in un contesto critico, in quanto la pubblicazione del decreto 443 risale al 1990, quando ancora non era disponibile una regolamentazione relativa alla qualità dell’acqua potabile (la Direttiva 98/83 è stata pubblicata nel 1998 e recepita in Italia nel 2001 con il D.Lgs n.31). Inoltre dal 1990 ad oggi il panorama produttivo delle tecnologie per il trattamento dell’acqua si è notevolmente ampliato, sia per quanto riguarda la tipologia dei prodotti disponibili, sia per quanto riguarda l’attenzione alle fasi relative alle loro prestazioni, alla loro installazione e alla loro gestione. Un primo punto molto importante di questo nuovo Decreto riguarda il costruttore e il distributore, che hanno la piena responsabilità di mettere in commercio apparecchiature “sicure”, sia per quanto riguarda i requisiti generali di sicurezza che per quelli specifici, il che significa ad esempio conformità dei materiali costruttivi al contatto con acqua destinata al consumo umano (DM 174/2004). Inoltre per poter garantire che l’acqua trattata resti sempre conforme ai requisiti di legge (DLgs n.31) è lasciata all’utilizzatore stesso la facoltà di valutare le performances del prodotto, effettuando prelievi prima e dopo il trattamento, e confrontandole con quanto dichiarato dal produttore. In secondo luogo, il Decreto specifica chiaramente la responsabilità per il produttore ed il venditore circa cosa debba essere presente nelle istruzioni e nei manuali di montaggio ed istruzione delle apparecchiature, soprattutto evidenziando l’importanza della corretta manutenzione, che deve essere affidata ad aziende competenti, in grado di fornire supporto ed assistenza, e delle procedure di progettazione, installazione e collaudo delle apparecchiature connesse alla rete idrica, che devono essere svolte a cura di imprese abilitate all’esercizio di queste attività (DM 37/2008 ex legge 46/90).

Fonte: Ministero della salute
Decreto Ministeriale n.25/2012
Il Ministero della salute, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità ha predisposto le Linee guida sui dispositivi di trattamento delle acque destinate al consumo umano. Il campo di applicazione delle linee guida, in accordo con quanto individuato nel decreto ministeriale n. 25 del 7 febbraio 2012 (art. 1, comma 1), riguarda le “apparecchiature tendenti a modificare le caratteristiche dell'acqua potabile distribuita sia in ambito domestico che nei pubblici esercizi”.

Certificazioni TiFQ - TIFQ Certificatione Legislazione nazionale

Il D.M. 174/2004 definisce le condizioni che devono avere i materiali e gli oggetti utilizzati negli impianti fissi di captazione, di trattamento, di adduzione e di distribuzione delle acque destinate al consumo umano. Le disposizioni si applicano ai materiali degli impianti nuovi e a quelli utilizzati per sostituzioni nelle riparazioni. I materiali e gli oggetti, così come i loro prodotti di assemblaggio, devono essere compatibili con le caratteristiche delle acque destinate al consumo umano, così come definite nell'allegato I del decreto legislativo n. 31 del 2001. Inoltre essi non devono, nel tempo, in condizioni normali o prevedibili d'impiego e di messa in opera, alterare l'acqua con essi posta a contatto. Le imprese che producono oggetti destinati a venire a contatto con acque destinate al consumo umano, sono tenute a controllare la rispondenza alle norme ad essi applicabili e a dimostrare di aver adeguatamente provveduto ai controlli e agli accertamenti necessari. Inoltre, devono tenere a disposizione del Ministero della Salute le informazioni che permettano di verificare il rispetto delle condizioni fissate dal regolamento in esame. TIFQ Istituto per la Qualità Igienica delle Tecnologie Alimentari, in collaborazione con il Laboratorio di Reologia del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Università della Calabria, ha messo a punto una procedura per il rilascio della conformità al D.M. n. 174/2004 dei materiali utilizzati a contato con acqua destinata al consumo umano. Per quanto riguarda i prodotti finiti, il TIFQ può rilasciare una certificazione di prodotto di terza parte, valutando le conformità normative e l’idoneità progettuale e costruttiva dal punto di vista igienico. L’istituto TIFQ ha sviluppato (in seno al proprio comitato scientifico) una procedura articolata in tre parti:
1. Analisi della documentazione
Individuare per ogni prodotto i componenti a diretto contatto con l’acqua, valutare i report di eventuali prove migratorie già effettuate ed eventuali certificazioni attive di altri paesi (quelle idonee verranno accettate), emettere omologazione dei componenti utilizzati per ogni prodotto.
2. Saranno eseguite le diverse prove di migrazione necessarie come indicato dal D.M. n. 174/2004, per i componenti con la stessa composizione sarà effettuata un’unica prova. Il certificato rilasciato per ogni prodotto conterrà, oltre alla dichiarazione di conformità al D.M. n. 174/2004, i test report delle prove effettuate.
3. Verifica annuale delle conformità: verifiche effettuate sul prodotto, sulla documentazione tecnica e audit annuali presso il produttore consentiranno il mantenimento della conformità. Marchio di igiene: come rendere spendibile sul mercato l’adempimento normativo? Una volta rilasciata la conformità al D.M. 174/2004 e D.M. 25/2012, è possibile avviare un’attività di verifica per il rilascio volontario della certificazione di prodotto. La certificazione ottenuta permetterà di qualificare ulteriormente i propri prodotti apportando il marchio di qualità igienica sul prodotto finito. >>DECRETO 6 aprile 2004, n.174


Bureau Veritas Certification

La Certificazione è la via più trasparente per dimostrare eccellenza e miglioramento continuo. Ottenere questo riconoscimento da Bureau Veritas Certification è un tangibile vantaggio competitivo.


ECO Paper

Caratteristiche ecologiche:
ISO 9706 LONG LIFE
Riserva alcalina > 2%
Completamente riciclabile e biodegradabile
pH neutro (estrazione a freddo)
Cellulosa bianchita impiegando processi ECF (Elementary Chlorine Free)
Cellulosa proveniente da foreste "correttamente gestite"
94/62/CE (assenza di metalli pesanti)

-->
Salus S.r.l. utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze.
Continuando a navigare accetti l’utilizzo dei cookies, se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente.

Scopri l'informativa e come negare il consenso. Chiudi
Chiudi
x
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento